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Val
di Noto: Patrimonio dell'Umanità
Si incontrano il carrubo,
gli agrumeti e i mandorli nel Val di Noto. Ma soprattutto s'incontra
un fiorire di chiese, palazzi e cancellate sontuose. Un vero
trionfo di decorazioni e smerlettature che rappresenta il carattere
distintivo di questa terra, fiore inatteso di una grave tragedia:
il terremoto del 1693. Sconvolgendo tutto l'angolo sud-orientale
dell'isola, il sisma distrusse completamente Catania, Noto,
Modica, Ragusa e molti altri centri.
Per la maggior parte formati a Roma, gli architetti della ricostruzione
s'ispirano ai capolavori del barocco romano, superandolo per
l'esuberanza di forme, volumi e temi scelti per la decorazione
scolpita.
Si tratta di un barocco originale, comunemente chiamato 'Barocco
del Val di Noto', che si distingue da una città e all'altra
soprattutto per l'utilizzo dei materiali da costruzione. Basterà
uno sguardo per cogliere come il barocco grigio-scuro di Catania,
dovuto all'uso della pietra lavica, sia ben diverso da quello
luminoso, color miele di Noto.
Un viaggio nel Val di Noto permette di scoprire quello stile
che, pur nell'originalità di ciascun luogo, rende questa
terra un'unica, grande scenografia architettonica ed artistica.
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| Noto |
Palazzolo A. |
Modica |
Ragusa Ibla |
Scicli |
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L'Unesco, il 26 gennaio
del 2003, ha inserito l'area del Val di Noto nella World
Heritage List (Lista del patrimonio dell'Umanità).
Le città incluse nella lista del Patrimonio Mondiale
dell'Umanità e che porteranno uno dei "fregi"
mondiali più ambiti e apprezzati dai visitatori sono:
Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla, Scicli,
Catania, Caltagirone e Militello Val di Catania.
Importante è la motivazione: "Le otto città
del sud-est della Sicilia: Caltagirone, Militello in Val di
Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli furono
ricostruite dopo il 1693, nello stesso luogo o vicino alle città
esistenti al tempo del terremoto di quell'anno. Esse rappresentano
una considerabile impresa collettiva, portata con successo ad
un alto livello di architettura e compimento artistico. Custodite
all'interno del tardo Barocco, esse descrivono pure particolari
innovazioni nella progettazione urbanistica e nella costruzione
di città".
Non meno importanti sono i criteri adottati dall'Unesco per
l'iscrizione del Val di Noto nel Patrimonio dell'Umanità:
"Questo gruppo di città del sud-est della Sicilia
fornisce una notevole testimonianza del genio esuberante dell'arte
e dell'architettura del tardo Barocco. Le città del Val
di Noto rappresentano l'apice e la fioritura finale dell'arte
Barocca in Europa. L'eccezionale qualità dell'arte e
dell'architettura del tardo Barocco del Val di Noto la posizionano
in una omogeneità geografica e cronologica, così
come la sua ricchezza è il risultato del terremoto, in
questa zona, del 1693. Le otto città del sud-est della
Sicilia che hanno presentato questa richiesta sono l'esempio
di sistemazione urbanistica in questa zona permanentemente a
rischio di terremoti ed eruzioni da parte dell'Etna".
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